ELIO GOKA, RIVISTA MILENA 19/03/2016
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Da una conversazione con Marianna Battipaglia sulla sua “Sensibilia” – Rivista Milena Edizioni
ROSARIO PINTO, SU IL "ROMA" 08/05/2023
Recentemente, nella sede dell'Istituto di studi sull'Astrattismo e l'Aniconismo di Nocera Inferiore, Marianna Battipaglia ha svolto un seminario in cui ha illustrato con ricca documentazione il profilo di una ricerca creativa che si presenta di notevole interesse poiché vale a fornire una convincente dimostrazione dell'azione del fattore tempo nella determinazione di un "precipitato" estetico di cui è giusto procedere ad approfondire le ragioni. La Battipaglia, che ha alle spalle un pregresso "iperfigurativo" di notevolissimo spessore, oggi, propone un rèvirement creativo in base al quale provvede a definire che la proposta dell'artista può svilupparsi su due piani: uno nascosto, l'altro evidente, due piani che potremmo anche definire, più genericamente, di contenuto e forma. Fin qui, potrebbe dirsi, nulla di nuovo, se non provvedesse la nostra artista a rendere comunicanti tra loro questi due piani, presentandoli come due livelli dell'opera oggettualmente sovrapposti. Il livello superficiale, di ispessita e godibile formulazione materica può essere variamente rimosso, da parte del fruitore, attraverso lo strappo di apposite striscette, che liberano di volta in volta una porzione di superficie del primo strato, lasciando emergere il livello sottostante. Ciò comporta, evidentemente, anche, per la legge dell'irreversibilità del tempo, che lo strato rimosso andrà definitivamente perduto. Al fruitore tocca allora di scegliere se conservare il "mistero" di ciò che si nasconde sotto lo strato superficiale, lasciando quindi l'opera integra nel suo aspetto iniziale o intervenire a disvelare il mistero compromettendo però irremediabilmente la consistenza originale e complessiva dell'opera. Potremmo definire tutto ciò come la responsabilità partecipativa del fruitore: una bella scelta! che si offre come opportunità di intervento cinestetico ampiamente giustificabile in un quadro prospettico di ordine "concettuale".
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ROSARIO PINTO, FREEPIX 05/07/2023
ISTANZE MATERICHE E SINTESI GEOMETRICHE NELLE IMPERMANENZA DELLO SPIRITO ‘FLUXUS’
In queste stesse pagine abbiamo già introdotto, tempo fa, il tema delle dinamiche creative modellate dalla pratica creativa di Fluxus, osservando la libertà inventiva della sua proposta e la capacità che ha avuto di segnare di una fresca ventata di rinnovamento il clima dei primi decenni del secondo cinquantennio del ‘900. Oggi, alla distanza di sessant’anni da quello che ne fu dato come il ‘manifesto’ del Movimento, una mostra, prodotta a Napoli ad iniziativa di Gennaro Ippolito e di Giovanna Donnarumma, si interroga su tale anniversario e lo fa con una esposizione inaugurata negli spazi di ‘Officina Creativa’, che sempre più accortamente va proponendosi come luogo in cui non solo poter ‘vedere’ l’arte, ma in cui poter immergersi nelle sue ragioni profonde.
FLUXUS celebrato ad ‘Officina Creativa’
Ippolito e Donnarumma coinvolgono l’artista, invitandolo a scavare nel profondo della sua coscienza, fino ad enuclearne una definizione di puntuali consistenze contenutistiche, così da ribadire il concetto che la proposta creativa non deve mai rattrappirsi nella mera delibazione formale, ma espandersi, piuttosto, in una condizione espressiva di ‘visione: del mondo.
Tra le opere in mostra, presentate in questa rassegna prodotta dai due galleristi napoletani, spiccano almeno due lavori su cui vorremmo lasciare planare la nostra attenzione.
Sono opere, apparentemente molto distanti tra loro, eppure, incredibilmente prossime; ed appartengono rispettivamente a Marianna Battipaglia ed a Bruno D’Angelo.
L’opera di Marianna Battipaglia
La prima delle due, di ordine materico, densamente materico, suggerisce al fruitore di strappare dei lembi, segnati da apposita striscetta per lasciar emergere alla vista il contenuto di uno strato sottostante. Scompare, in tal modo, mano a mano, l’intera superficie del dipinto e se ne profila una nuova che si offre alla vista disvelata dai progressivi interventi di strappo che si producono come solchi lineari via-via scavati nella prima superficie dell’opera.
Trionfa la materia, ma vi trionfa secondo una processualità linearistica che ha anche dei tratti di netta implicazione cronotopica e cinestetica fino a lasciarsi avvertire come soluzione propositiva di netta iscrivibilità nel novero astracturista, abbracciato, però, nel caso di Marianna, nella specie rivelativa dell’addensamento corpuscolare materico.
L’opera di Bruno D’Angelo
Sul versante opposto, troviamo, invece, l’opera di Bruno D’Angelo, che definisce anch’essa i termini di una consistenza linearistico-cronotopico-cinestetica, ma non muovendo dalla consistenza dell’addensamento corpuscolare materico, ma da una profilatura progettuale all’apparenza anodina e disincantata quale potrebbe superficialmente apparire la costruzione di un’opera al cui interno la carica materica viene garantita non certo dall’addensamento degli spessori e delle rugosità, ma dal comporsi di quelle ragioni eidetiche di ordine rigorosamente ed asciuttamente geometrico che si rivelano fondazione e premessa della costituzione sia materiale che materica della nostra esperienza corrente.
Queste due opere si completano a vicenda, costituiscono il circuito virtuoso entro il quale si consuma e definisce una prassi creativa che, non semplicemente nel darsi occasionale del tributo celebrativo a Fluxus, pensato da questa mostra, trova le sue ragioni, ma nel proprio essere profondo ed avvertito, in quel luogo della coscienza umana ove le qualità psicologiche e morali ‘fanno la differenza’.
E, nel caso di Marianna e di Bruno, ci sentiamo in dovere di additare i loro percorsi, così diversi e così paralleli.
Così convincentemente esemplari.
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ISTANZE MATERICHE E SINTESI GEOMETRICHE NELLE IMPERMANENZA DELLO SPIRITO 'FLUXUS' - FreeTopix
venezia news | Art Night Venezia
Qui Italiani!
Una mostra d’arte contemporaneamente e presuntuosamente italiana a cura di Michele Citro.
L’Italia è il paese più bello del mondo e Venezia è la sua vera capitale. È qui, dove i padri hanno lottato per strappare lembi di
terra alla furia del mare, che il genio di un intero popolo di artisti, di scienziati, di navigatori si è manifestato in opere straordinarie che ancora oggi riempiono gli occhi di stupore.
Prima, perciò, che il fragore, a tratti disturbante, delle invenzioni altrui — il più delle volte ispirate da quanto Venezia aveva
sperimentato con secoli d’anticipo — intralci la nostra devozione alla bellezza e il nostro istinto all’armonia, è doveroso riservare la giusta attenzione a questi capolavori nostrani che, vale la pena precisarlo, non hanno niente a che spartire con bandiere pubblicitarie come gli spaghetti o la pizza al pomodoro: non sono belli perché italiani. È vero piuttosto il contrario!
Sono italiani e, per tale e semplice ragione, condannati a celebrare mistiche nozze tra passato e presente, tra innovazione e tradizione. Ed è quanto fanno coraggiosamente accerchiati (ovunque) da nuovi esotismi dilaganti, 15 baluardi del Tricolore Spirito creativo, che si destreggiano — sperimentando stili diversi — tra pittura e scultura con mirabile perizia tecnica e strepitosa padronanza dei materiali. Costoro sono: Mario Schifano, Elia Alunni Tullini, Marianna Battipaglia, Annamaria Bonanno, Luigi Citarrella, Emanuela De Franceschi, Giuseppe Di Guida, Luigi Gentile, Valeriano Lessio, Metaleone, Paolo Socal, Marialuisa Tadei, Gaetano Tommasi, Mariano Trapani e Vittorio Vertone.
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Gazzetta di Salerno
Sabato 12 ottobre 2024, in occasione della Giornata del Contemporaneo, a partire dalle ore 17,00 il ManES – Museo archeologico nazionale di Eboli e il Centro Studi Hemera inaugurano la mostra di arte figurativa “Tempus” – prima sessione – , a cura di Antonella Nigro.
Ad aprire l’evento, i saluti istituzionali della direttrice del Museo, Ilaria Menale, a cui seguiranno la presentazione degli artisti e delle opere esposte da parte della storica e critica d’arte Antonella Nigro e la performance artistica dell’attrice Cristina Orrico.
L’evento proseguirà con l’apertura al pubblico della mostra.
La mostra “Tempus” è articolata in tre sessioni: prima sessione dal 12 ottobre al 5 novembre 2024; seconda sessione dal 9 novembre al 3 dicembre 2024; terza sessione dal 7 dicembre al 31 dicembre 2024.
Nelle tre sessioni gli artisti hanno sviluppato, in maniera autonoma e originale, diversi temi: dall’immobilità del presente pieno di solitudine ed emarginazione all’evoluzione vivace e feconda della vita che sboccia; dall’eterno ritorno dell’uroboro alla rinascita dell’araba fenice; dal momento della lotta esistenziale a quello della guarigione e catarsi; dalle dolci e malinconiche rimembranze del passato alla dimensione ottimistica e fiduciosa del futuro; dalla concretezza del contingente all’impalpabile evocazione del tempo dell’oltre.
Artisti
Giuseppe Acone – Michele Angelillo – Emanuela Annovazzi – Rosalba Ascione –Gianni Balzanella – Eter Baratta – Marianna Battipaglia – Emma Belmonte – Norma Bini – Gerardo Bisogni – Manuela Borrelli – Laura Bruno – Francesco Saverio Caiazzo – Alessandra Cannavacciuolo – Daniela Capuano – Giuseppe Caputo – Rocco Cardinali – Concetta Carleo – Ross Carpentieri – Luigi Caserta – Biagio Cerbone – Rosa Cianciulli – Pasquale Ciao Teresa Citro – Pasquale Corvino – Maria Pia Daidone – Emilia De Michele – Edo – Rosalba Fatigati – Giuseppe Ferraiuolo – Cinzia Gaudiano – Stefania Guiotto – Ida Mainenti – Patrizia Nigro – Pietro Paolo Paolillo – Enrico Visconti.
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Exibart
Mondoromulo arte contemporanea
La galleria mondoromulo nasce da un’idea di Flavio Romualdo Garofano, fotografo ritrattista, grafico e artista.
Uno spazio espositivo attento alle giovani generazioni e che invita a riscoprire il mondo dell’arte da una diversa prospettiva.
All’esposizione di nomi di acclarato prestigio, la galleria mondoromulo affianca un’intensa attività di scouting, indispensabile a lanciare sul mercato artisti ancora emergenti e stimolo per la crescita cult culturale delle future leve.
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